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La fotografia di food che tanto ci piace.

“Anche l’occhio vuole la sua parte”, quanta verità in questo proverbio.

Il cibo, oltre che buono (in un ristorante, osteria, pizzeria, diamo per scontato lo sia) se è anche bello da vedere, e fotografare, si “vende” con più facilità.

La fotografia che più amo in assoluto è proprio la fotografia del cibo.

Mi piace concordare con lo chef il tipo di piatto in cui verrà esaltato visivamente ció che fotograferemo, come disporlo e, soprattutto, cosa eliminare.

Sì, eliminare!

La tendenza di chi ci commissiona un lavoro, solitamente, è quella di volerci infilare più cose possibili in una foto, forse per ammortizzare psicologicamente il costo dello scatto fotografico.

Al contrario nella food-photography il minimalismo, spesso, è la strada vincente ma non sempre.

È importante capire bene che tipo di clientela ha il nostro cliente-chef e indirizzarlo verso lo stile più appropriato: se i piatti del menù e i suoi prezzi sono da osteria, sarebbe opportuno evitare una fotografia troppo “fredda” e moderna.

Quello che un fotografo dovrebbe trasmettere deve passare necessariamente dall’ascolto della storia di chi ha ideato il menù. La traduzione del suo racconto in una fotografia necessità studio e ricerca, braccio a braccio con lo chef.

L’impiattamento è un momento importantissimo nella fotografia di food, quello che l’occhio umano percepisce nella realtà è ben diverso rispetto all’occhio della nostra macchina fotografica, quindi bisogna avere ben chiaro quale sarà il risultato finale ancor prima di cominciare.

Risultato che dovra essere il più naturale possibile ma arrivarci non sarà affatto semplice. Quando guardiamo una fotografia di food è il nostro cervello a decidere se quel piatto fotografato ci piace oppure no e tutto dipende da quanto ci risulta naturale. Più si avvicina alla realtà, tanto più ci verrà voglia di andare a gustare quel piatto fotografato.

La scelta del piatto, la luce, l’inquadratura, i colori del piano d’appoggio, vanno a comporre un quadro fotografico. E spesso ci vuole tempo.

Un consiglio: chiedete allo chef di conservare qualcuna delle materie prime principali che compongono il piatto crude, usarle come scenografia può aiutare a dare una lettura immediata del piatto ripreso

SB

(La fotografia utilizata in questo articolo è stata realizzata per “Masseria Don Cirillo”)

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