FUTURO REMOTO IND 740

“lavora presso: Modella”. Sarebbe bello se…

Quando ho deciso di lasciare la Marina Militare per la fotografia, non avevo le idee abbastanza chiare su cosa volessi fare ma sapevo con certezza quello che non volevo più fare: lasciarmi vivere dagli eventi! Ho comiciato con la fotografia matrimonialista, i miei maestri sono stati Antonio Manzone e Corrado Franco di “Fotograficamente”, i miei spunti Vittorio Battellini e “Tassotto&Max” di Udine. Ma ho capito presto che anche nell’ambito matrimoniale ci stavo stretto e così è cominciata la mia spola tra Lecce e Roma, cercando di “succhiare” le grandiose conoscenze di uno dei più bravi fotografi pubblicitari in Italia: Daniele Fiore.

“Se vuoi fare pubblicità devi andare a Milano”, “nel Salento non c’è mercato”, “se devo fare cataloghi di moda di certo non li faccio fotografare qui”, “ma perchè resti a Lecce? Vai al nord”, questi solo alcuni dei commenti incoraggianti che ho sorbito in questi anni.

Un fondo di verità c’è. Qui da noi non si produce abbigliamento con marchio proprio, sono pochissimi gli avventurieri che lo hanno fatto o lo fanno, é pieno di laboratori che producono per conto terzi, per le grandi griffe che riconoscono la predisposizione naturale del nostro territorio ad essere sfruttato dai “grandi”, perché cosí c’é il pane sicuro. Come é successo col vino, per tanti anni treni-merce sono partiti colmi delle nostre uve per essere lavorate e trasformate in vini da aziende del nord, pian piano i produttori vinicoli si sono svegliati e hanno capito che potevano imbottigliare la propria uva qui, anziché venderla per due soldi.

Ovvio che la capitale della moda italiana é Milano, é vicina all’Europa, tutto il circuito creativo ha messo radici lí. Si produce, si realizzano i servizi fotografici, si stampano i cataloghi, ci sono le agenzie di modelle/i, si fanno le sfilate importanti, si stringono “mani che contano”, si scende a compromessi per entrare nel giro giusto. Ma questi cazzo di Milanesi cosa hanno che noi non abbiamo?! Abbiamo il territorio piú bello del mondo e loro se lo sognano, immaginate di fare una sfilata di moda (come si deve) in Piazza Duomo a Lecce. Abbiamo la capacitá di adattamento, la creativitá artigianale, siamo passionali ma purtroppo siamo dei grandi vittimisti. Ci piangiamo addosso e ci accontentiamo delle briciole, vogliamo che gli altri ci servano in tavola il piatto giá pronto, perché i nostri genitori ce lo hanno radicato come cultura.

Abbiamo tutte le carte in regola per prenderci ció che ci é dovuto ma le cose vanno fatte bene e non si improvvisa (grande nostro difetto). Andiamo a studiare al nord ma torniamo qui, produciamo e poi torniamo al nord… ma per vendere quello che abbiamo fatto qui. Se ognuno di noi ci credesse lo faremmo in un attimo, invece sappiamo sfruttare solo la bellezza naturale della nostra terra, perché l’abbiamo trovata cosí, come la “pappa pronta”.

Sarebbe bello, un giorno, leggere il nome di un’agenzia seria al posto di “lavora presso: Modella”, significherebbe che qualcosa da noi sta cambiando sul serio.

SB

 

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